Paola Valenza

Raccontaci di te! Qual è la tua passione più grande? Cosa ti ha portato a Milano (se non sei di qui)? Cosa ti piace di più di Milano? C’è un tuo posto del che consigli qui in zona Lambrate?

Sono Paola, sono architetto paesaggista e forse perché ho la fortuna di fare un lavoro bello e che mi piace molto, ti direi che è proprio il mio lavoro la mia più grande passione. C’è anche tanto altro, naturalmente: i miei gatti, il tango, la mia famiglia… 

Ciò che amo del mio lavoro è che non mi annoia mai e mi regala la possibilità di visitare e vivere luoghi belli, di incontrare e confrontarmi con persone stimolanti, che sono sempre una sorgente di spunti, stimoli ed esperienze nuove. E poi mi dà la possibilità di lasciare un segno, attraverso i progetti che faccio, magari piccolo, ma un pezzo di me e delle mie idee resta sui luoghi in cui lavoro. È una grande responsabilità, la sento molto!

Milano ho imparato ad amarla col tempo, non è stato scontato perché quando ero più giovane mi spaventava. Oggi – che ci sono tornata – mi affascina per la quantità di persone, idee, occasioni che circolano. Non è una città sempre facile, è molto esigente e può essere faticosa a volte ma è una continua carica di energia! E in questa stagione, la trovo ancora più bella!

Il mio luogo del cuore qui, in Città Studi? Il parco davanti al Politecnico, sotto casa, che attraverso a piedi, tutte le mattine, per venire al Coworking.

Raccontaci del tuo lavoro! In cosa consiste? Perché hai scelto questa professione? Come si svolge una tua giornata lavorativa tipo?

Sono architetto paesaggista: progetto il verde, anzi con il verde. Le piante sono il mio strumento per trasformare uno spazio – sia esterno che interno – in un luogo da vivere e dove nutrire lo spirito. Progetto giardini, terrazzi, coperture e pareti verdi – quello che si chiama in gergo ‘verde tecnico’ per la sua profonda integrazione con l’edificio e l’architettura. Per costruire lo spazio, definirlo e dargli una funzione, oltre ai materiali tradizionali come arredi, finiture ecc., uso soprattutto le piante – elementi vivi che hanno proprie dinamiche di vita, crescita e sviluppo. 

Il progetto inizia sempre da un’attenta analisi del luogo, per capirne le caratteristiche, come viene abitato e usato. Solo dopo aver raccolto queste informazioni è possibile scegliere le piante giuste da introdurvi. Non è solo una questione climatica ma di interazione con le persone che abitano quel luogo. Le piante sono una risorsa incredibile per dare qualità all’ambiente in cui viviamo ma occorre conoscerle bene, perché da risorsa non diventino un problema.

Potrei parlare per ore del mio lavoro, ma definire la mia giornata tipo non è immediato. Posso restare ore davanti al pc o al tavolo da disegno, per progettare; altre volte sono in cantiere o in campo per fare sopralluoghi, condurre rilievi, seguire l’andamento dei lavori. C’è un bel po’ di burocrazia nei progetti – non proprio la parte migliore, ma bisogna fare anche quella. E poi c’è tanto studio (e questo mi piace molto!) per aggiornarsi, per specializzarsi, per migliorare l’offerta verso i committenti. E ci sono le persone: i committenti, colleghi, fornitori…loro sono la parte più stimolante, sempre!

Raccontaci della tua esperienza in Coworking Lab! Cosa ti ha portato a scegliere questo coworking? Da quanto lavori qui? Quali sono le cose che apprezzi di più? Vedi altre possibilità di sviluppo con altri coworkers?

Mi ci ha portato la curiosità, qualche mese prima di venire a starci. E poi mi ci ha portato il mio collega, Manuele, quando cercavamo un posto per sviluppare alcuni progetti, dopo mesi di lavoro da casa in pandemia. Sono qui da maggio e penso che mi fermerò ancora un po’! Ci ho incontrato persone interessanti, molto preparate e motivate: ci sono colleghi architetti, con cui si sono già create delle sinergie di lavoro ma anche professionisti con attività diverse dalla mia. Sono una risorsa, perché possono offrirti proprio le competenze che ti mancano e che cercavi. È un networking molto stimolante! e divertente, perché c’è sempre un’atmosfera collaborativa, propositiva. È un luogo molto piacevole da vivere nel quotidiano e ben organizzato. 

Perché scegliere te? Cosa rende il tuo lavoro differente rispetto ai competitors?

Perché mi piace ascoltare i miei committenti, le persone che si affidano a me, capire quali sono le loro esigenze, i loro bisogni, interpretare i loro gusti: progetto pe loro, per costruire con loro il loro spazio unico. Amo lavorare in team perché credo nella sinergia tra le persone e mi sento più ricca quando posso lavorare con qualcuno: questa ricchezza la riverso nei miei lavori, la metto a disposizione dei miei committenti.

Contaminazioni. Quali sono le tue passioni? In che modo questi interessi sono rilegati ai tuoi hobbies o divengono carburante per le tue idee?

Mi piace viaggiare, visitare le città, viverle anche per pochi giorni: è un osservatorio straordinario delle abitudini, dei ritmi delle persone, del loro modo di relazionarsi con gli spazi della città. Leggere il loro disagio, lo spaesamento o al contrario il senso di benessere che vivono mi racconta se uno spazio è progettato davvero bene per le persone o è solo…un esercizio di progettazione un po’ sterile.

Poi c’è il tango, che mi insegna a mettermi in ascolto delle persone: una pratica per niente facile ma è uno sforzo che ripaga!

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