Silvia Montinaro (SMproject)

Raccontaci di te! Qual è la tua passione più grande? Cosa ti ha portato a Milano (se non sei di qui)? Cosa ti piace di più di Milano? C’è un tuo posto del che consigli qui in zona Lambrate?

Sono originaria di Torino, nonostante questo conoscevo già Milano dal momento che i miei nonni materni hanno sempre abitato in questa città, a Sesto San Giovanni. Crescendo, nei week-end sono sempre riuscita a tornare per divertirmi, andare a ballare e passare una serata con i miei amici. Torino non è sempre stata come adesso, qualche anno fa non presentava le stesse opportunità e per i ragazzi era alquanto limitante; Milano, invece, proponeva moltissime scelte e la preferivamo. Mi sono dunque fatta molti amici e nel 2006 mi sono decisa a trasferirmi quando ho trovato lavoro in uno studio nella zona Città Studi, luogo in cui in realtà sono rimasta fino al 2008. Dopo la chiusura della compagnia ho avuto modo di cogliere un’altra opportunità con la mia socia, un nuovo impiego per cui ho lavorato fino al 2014. Dopo di che in quest’ultimo anno apre SM project, ovvero il mio personale studio. Dal momento che ho continuato a lavorare e collaborare con la mia vecchia compagnia, MBP, ho dovuto trovare uno spazio che mi consentisse di rimanere in questa zona. Io abito fuori Milano quindi mi sposto quotidianamente per arrivare in centro, se avessi dovuto cercare un mio ufficio probabilmente mi sarei dovuta arrangiare con tanti spostamenti, in questo modo sono riuscita ad evitarli.

Raccontaci del tuo lavoro! In cosa consiste? Perché hai scelto questa professione? Come si svolge una tua giornata lavorativa tipo?

La mia quotidianità ha subito vari cambiamenti negli anni, prima del 2017 io riuscivo ad arrivare qui alle 8:00 del mattino, andando via alle 17:00/18:00 nel pomeriggio. C’erano giorni in cui trascorrevo interamente le mie giornate qui dentro e altri in cui smezzavo il mio tempo tra cantieri e tribunale. Dopo il 2017 la mia routine è cambiata molto, arrivo qui molto più tardi rispetto ai miei ritmi passati, tra le 9:30 e la 10:00 del mattino andandomene invece alle 16:30 nel pomeriggio. La mia quotidianità è cambiata molto da quando è nata mia figlia, nonostante io non trascorra più molto tempo all’interno del coworking, rimango molto legata soprattutto per un fattore di comodità, gestisco contemporaneamente molte attività e avere la certezza di un posto fisso mi conforta.

Raccontaci della tua esperienza in Coworking Lab! Cosa ti ha portato a scegliere questo coworking? Da quanto lavori qui? Quali sono le cose che apprezzi di più?

Tra il 2014 e il dicembre 2015 avevo trovato un modo di costruirmi una mia realtà e un mio spazio personale con un collega ma l’esperienza non mi era piaciuta affatto. Di carattere sono una persona molto sociale, passare le ore in ufficio mi permetteva di ottenere un’ottima concentrazione ma a fine giornata mi rendevo conto che necessitavo di un confronto e di momenti di condivisione, in quel periodo ne ero completamente priva. Così mi sono messa alla ricerca di una realtà opposta a quella che stavo vivendo, un coworking, un mondo che mi ha sempre affascinata fin dalla mia esperienza universitaria. Ne ho trovati alcuni, fortunatamente Milano non ne è sprovvista, e li ho visitati tutti. Alla conclusione del mio piccolo tour ho capito che quello che mi aveva impressionato maggiormente ma soprattutto mi piaceva come spazio in particolar modo rapportato ai miei bisogni lavorativi era esattamente questo. Sono arrivata al CoworkingLab nel dicembre 2015 e tutt’ora sono qui, a livello di zona mi trovo molto bene e inoltre era un’assoluta necessità possedere una sede a Milano. Lavorando con il tribunale di questa città sono obbligata a possedere residenza o sede lavorativa nella provincia, nonostante io abiti qui ho avuto dei problemi in termini di collocamento giuridico poiché con la mia residenza sarei risultata sotto il tribunale di Busto Arsizio, quindi non avrei potuto accedervi.

Raccontaci delle opportunità di business che si sono create, o che ti piacerebbe creare, nella community! Hai già sviluppato dei progetti di business con altri coworkers? Come sono nati? Come si sono evoluti? Vedi altre possibilità di sviluppo con altri coworkers?

Questo è un ambiente lavorativo molto produttivo, in cui si ha modo di sviluppare un’importante aspetto di socializzazione e collaborazione. Mi capita spesso di aver bisogno di un confronto riguardo varie tematiche e varie attività diverse. La quantità di persone che gira in questo spazio è impressionante, ognuno di loro è specializzato in un particolare settore e essere consapevoli che per qualunque cosa questi sono disposti a porgere un aiuto è positivo e rassicurante. Spesso gli scambi di idee qui in Coworking mi hanno permesso scoprire abilità e interessi nella mia vita, ben diversi a quelli a cui generalmente ero abituata. Ho un carattere veramente sociale e mi piace questa condivisione dinamica che avviene ogni giorno qua dentro.

Perché scegliere te? Cosa rende il tuo lavoro differente rispetto ai competitors?

Io lavoro non è incentrato in un’unica attività, impiego le mie energie in tanti ambiti diversi quello delle perizie, del tribunale sia dal punto di vista penale che civile, della sicurezza sul lavoro, dei cantieri e nella direzione lavori. Dopo anni e anni di esperienza sono riuscita a maturare una professionalità e una conoscenza che in alcuni casi fa veramente la differenza. Essere preparati, conoscere bene la legge e le regole da rispettare mi rende professionale e competente, riesco così ad aiutare al meglio i miei clienti e a garantirgli la migliore delle esperienze.

Contaminazioni. Quali sono le tue passioni? In che modo questi interessi sono rilegati ai tuoi hobbies o divengono carburante per le tue idee?

Questa opportunità, del CoworkingLab, mi ha presa a 360°. Ho avuto modo di crescere a livello lavorativo ma in un secondo momento anche in ambito di conoscenze e amicizie, la collaborazione professionale mi ha dato modo di stringere rapporti anche extra-lavorativi. Ci sono diversi esempi di coworkers che hanno lasciato questo studio ma con cui ancora sono in contatto, l’ufficio è diventato una fonte di ricchezza assoluta.

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