Smartworking che stress

Lunghe giornate collegati al computer di casa. Pochi rapporti con i colleghi di lavoro. Una postazione scomoda e non adatta a tante ore di lavoro. Questi sono solo alcuni dei concetti che vengono approfonditi da Marco Vitiello, coordinatore Gdl Psicologia del Lavoro presso Ordine Psicologi del Lazio e autore, durante l’intervista tenuta da La Repubblica. Lo stress da lavoro è in agguato dietro ogni angolo della casa da quando lo smartworking è entrato così prepotentemente nelle nostre vite. 

Come riconoscere lo stress da lavoro

Quali sono quindi gli elementi tipici dello stress da lavoro individuati dall’esperto?

Lo smartworking, da un anno a questa parte, ha preso possesso della nostra quotidianità in toto. Esso, nel tempo, ha creato alcuni tipi di problematiche che si ripercuotono sull’individuo come, per esempio, tecnostress e overworking. Il covid-19 già di per sé ha portato un isolamento forzato nelle nostre vite, elemento che è stato poi incrementato dalle conseguenti pratiche di lavoro a distanza. Così facendo sono stati eliminati tutti i tipi di rapporti umani che normalmente avevamo durante la nostra giornata tipo.

Consigli utili

Cosa può fare il datore di lavoro a riguardo? Egli deve rimettere in discussione l’organizzazione del lavoro, la gestione delle singole persone e delle loro performance lavorative. Modelli di guida, leadership, dotazioni ergonomiche: tutto va ripensato in modalità diverse e studiate ad hoc per il momento che stiamo passando. Si introducono in questa nuova realtà anche altri attori che stanno rispondendo bene alle nuove esigenze: i coworking. Essi si adattano perfettamente a questo periodo, dando la possibilità alle aziende di appoggiarsi alle loro strutture.

I consigli che Marco Vitiello condivide durante l’intervista sono 3:

-recuperare, dedicandosi tempo per recuperare le proprie energie

-disconnettersi dalle tecnologie 

-avere più cura di sé in tutti i sensi, sia psicologicamente che fisicamente.

Attenzione al work-life balance

Conciliare vita privata e lavorativa è possibile? Un altro nodo da sciogliere riguarda proprio il bilanciamento tra le due aree della nostra vita. Lo smartworking ha sicuramente dei vantaggi, ma se non organizzato attentamente rischia di autodistruggere tutti i suoi pregi. La nostra perenne connessione ci toglie tempo libero e libertà. Ci siamo abituati a fare tutto da soli, senza più l’ausilio di nessuna attività: dal fare la spesa online all’ordinare le medicine in farmacia, tutto avviene da soli mentre si è online. Le istituzioni devono dialogare fra loro per inserire nella nuova disciplina, nel nuovo modo di lavorare il fattore psicologico come uno dei fattori rilevanti. Questo perché, tale fattore, impatta sulle persone che di fatto costituiscono le organizzazioni. 

“È così ovvio che ce ne dimentichiamo” dice Marco Vitiello ed è vero. 

La psicologia rischia di mettere in ginocchio intere organizzazioni e aziende, che basano ovviamente la loro forza sulle persone e sul loro lavoro, perché essa ha valenza sia sulla nostra vita privata che non.

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