La schiscetta di Novembre

Senza dubbio, quando si pensa agli ortaggi e alle verdure autunnali, il nostro primo pensiero va alla zucca. La zucca è infatti la regina incontrastata dell’autunno. Dolce, succosa, versatile, la fa da padrona nelle nostre cucine. Oltre a essere particolarmente gustosa, è anche un concentrato di virtù benefiche per gli organismo.

Per la schiscetta di novembre vi vogliamo proporre un a rivisitazione di un piatto tipico della tradizione Emiliana, la lasagna!

La lasagna è una ricetta che ci ricorda casa e i pranzi in famiglia. Un piatto che a ben guardare è capace di una versatilità insospettabile, nella forma “a foderi” come si dice in Emilia. In questa versione con zucca e salsiccia abbiamo sostituito il classico ragù a una semplice granella di salsiccia e alla besciamella abbiamo aggiunto della zucca mantovana, ma potete provare con altre varietà.

Lasagna con ragù di salsiccia e zucca

ingredienti:

1 kg Zucca
500 g Lasagne
500 g besciamella
200 g Salsiccia
100 g Parmigiano reggiano
1 spicchio Aglio
1 rametto Rosmarino
q.b. Olio extravergine d’oliva
q.b. Sale

per la besciamella:

400 ml Latte
40 g Farina
40 g Burro
q.b. Sale


Procedimento:

Mettete il burro in un pentolino sul fuoco, quando sarà sciolto aggiungete la farina e mescolate energicamente affinchè non si formino grumi. Cuocete per qualche minuto poi versate tutto il latte freddo a filo continuando a mescolare. Abbassate il fuoco e fate cuocere ancora per 10 minuti circa continuando a mescolare. Salate (se volete potete aggiungere della noce moscata e pepe) leggermente e fatela raffreddare coperta da pellicola trasparente.

Tagliate la polpa di zucca senza la buccia a quadretti (ricordadate di tagliare qualche fetta sottile per la guarnizione che verrà messa a crudo prima di infornare la lasagna). Mettete due o tre cucchiai di olio extravergine di oliva in una padella con l’aglio intero, fate insaporire poi unite la zucca a cubetti, il rametto di rosmarino, un pizzico di sale e cuocete a fuoco medio alto finchè non sarà morbida.

Togliete la salsiccia dal budello e sgranatela con le mani. Togliete la zucca dalla padella eliminando aglio e rosmarino. Mettete nella stessa padella salsiccia sgranata e fatela cuocere per 5 minuti a fuoco alto.

Frullate 3 cucchiai di zucca con la besciamella.

Prendete una teglia e fate uno strato leggero di besciamella sul fondo. Mettete uno strato di lasagne secche, poi uno strato di zucca a cubetti e la salsiccia. Mettete la besciamella e una spolverata di parmigiano e continuate ad alternare gli ingredienti fino a che li esaurirete.

Terminate con uno strato di lasagne, abbondante besciamella, le fette di zucca precedentemente tagliate e messe da parte.

E ora… diteci la vostra!

Attendiamo le vostre recensioni su questa schiscetta di novembre e le foto dei vostri risultati su Coworking Lab Milano

La schiscetta di Ottobre

L’autunno è arrivato, una stagione lenta che se da una parte determina la fine dell’estate dall’altra si fa apprezzare per tanti buoni motivi. Il clima diventa piacevole, la luce si fa soffusa al crepuscolo, il paesaggio cambia il suo aspetto e le strade si riempiono di tappetti di foglie dai mille colori accartocciate.

Anche la tavola si trasforma e si rinnova, con i nuovi sapori tipici del periodo e con prodotti di stagione unici.

Con la schiscetta di ottobre vogliamo proporre un piatto per scaldare le prime giornate fredde con gusto. Il piatto di questo mese è tipico della cucina barese… le orecchiette con braciole al sugo.

Si tratta di involtini di vitello (anche se la ricetta originale barese prevede la carne di cavallo) con un ripieno di prezzemolo, aglio e pecorino. Vengono poi cotte, molto lentamente, nel sugo di pomodoro che diventerà cosi una sorta di ragù, denso e molto saporito.

Orecchiette con braciole al sugo

Ingredienti:

Orecchiette

8 fette Carne bovina (fesa di vitellone, cappello del prete) o cavallo se preferite

8 fette Pancetta arrotolata (o guanciale, lonzino stagionato)

Pecorino o Canestrato pugliese q.b.

Prezzemolo q.b.

Aglio q.b.

Pepe nero q.b.

1 l di salsa di pomodoro (preferibilmente fatta in casa)

400 g di Polpa di pomodoro

1 Cipolle

2 foglie Alloro

Olio extravergine d’oliva q.b.

Vino rosso

sale q.b.

Procedimento:

Eliminare da ogni fetta di carne la parte più nervosa, se le fette sono spesse adagiarle tra due fogli di carta forno e batterle con il batticarne.

Schiacciare l’aglio con uno schiaccia aglio.

Disponiamo l’aglio, qualche foglia di prezzemolo (se preferite potete usarlo tritato), il pecorino grattugiato e il pepe  nella parte centrale o nella parte più stretta della fetta di carne e infine aggiungere la pancetta arrotolata.

Chiudere la fetta di carne facendone un involtino per poi fermare la braciola arrotolata con due stuzzicadenti.

Terminati tutti gli involtini tagliare la cipolla finemente e soffriggerla in olio extravergine d’oliva.

Unire le braciole e due foglie d’alloro, facciamole rosolare bene da tutti i lati, per pochi minuti, a fiamma viva e sfumiamo con un pò di vino rosso.

Una volta evaporato, uniamo la passata, la polpa di pomodoro ed un po’ d’acqua.

Facciamo cuocere le braciole nel sugo per 2-3 ore con coperchio a fuoco lento.

Portare a bollore l’acqua, aggiungere il sale e cuocere le orecchiette. Una volta cotte aggiungere il sugo con le braciole e una spolverata di pecorino.

E ora… diteci la vostra!

Attendiamo le vostre recensioni su questa schiscetta di ottobre e le foto dei vostri risultati su Coworking Lab Milano

I posti del cuore – Accademia Libanese

Continuiamo la nostra passeggiata nei locali a pochi passi da Coworking Lab, presentandovi Accademia Libanese, ristorante etnico che offre piatti della tradizione gastronomica del Libano.

La storia di questo ristorante è lunga: parte dal Libano, terra originaria del fondatore del locale, e termina in questa stradina del quartiere Lambrate, che nasconde un locale frutto dei sacrifici e della passione di una famiglia di origini libanesi.

Il nucleo famigliare ha da sempre vissuto nel quartiere Lambrate ed è proprio qui che Afif Azid, coadiuvato da sua moglie Nelli, decide di aprire un ristorante. Siamo nel 1973, la cucina etnica ancora non riscuote il consenso di cui gode oggi, quindi Afif decide di offrire piatti della tradizione italiana. Ma nel 1984, qualcosa cambia.

Negli anni Ottanta, sotto la spinta della globalizzazione e del maggior interesse verso l’estero, gli italiani iniziano ad curiosare nelle tradizioni gastronomiche degli altri paesi e l’uomo decide di fare i primi esperimenti, invitando i suoi clienti più abituali ad assaggiare piatti tipicamente libanesi. I risultati devono essere stati incoraggianti, perché nel 1984 la trattoria italiana chiude definitivamente i battenti, per rinascere come ristorante libanese.

Il locale ottiene il successo sperato e Afif, circondato dalla moglie Nelli e da 5 figlie femmine, lo considera un po’ come il figlio maschio che non ha mai avuto. E per le sue figlie, quel ristorante faceva talmente parte della famiglia, che lo ritenevano “casa”. Tutti i giorni, dopo la scuola, era lì che andavano a trascorrere le giornate e chissà che non abbiano respirato, insieme all’aria tipicamente italiana del quartiere Lambrate, anche il profumo di tradizioni lontane, comunque presenti nel loro DNA.

Oggi, infatti, il ristorante è gestito da due di loro. Il loro papà è venuto a mancare da pochissimo e le due sorelle ci tengono molto a sottolineare l’amore che provano verso il locale. Un ristorante considerato non più solo la loro seconda casa, ma un vero e proprio lascito culturale. Un’eredità paterna, più spirituale, che economica.

Un lascito che riemerge prepotente dalle portate dell’Accademia Libanese, tutte patrimonio della tradizione gastronomica del Libano e della creatività di un uomo che, primo a Milano, negli anni Ottanta ha avuto il coraggio di aprire uno dei pochi locali etnici della città, puntando tutto su una cucina caratterizzata da sapori tanto sconosciuti, quanto intriganti.

Punta di diamante del ristorante sono i Falafel. E come poteva essere altrimenti? Piatto tipicamente mediorientale, i Falafel sono una sorta di polpette di legumi, aromatizzate con cipolla, aglio, cumino e coriandolo. Ma non contateci: la ricetta proposta dall’Accademia Libanese è stata rivisitata dal padre delle due attuali proprietarie ed è un segreto di famiglia, che ancora oggi riscuote un immenso successo.

Il menu del ristorante, proprio in quanto locale libanese, offre moltissimi piatti della tradizione mediorientale, molti a base di verdure e legumi, altri a base di carne di agnello, pollo e manzo. E se non vi saprete decidere, niente paura: Accademia Libanese ha previsto ben 3 menu degustazione, con cui assaggiare molti fra i più famosi piatti del paese dei Cedri.

Oggi, le due figlie di Afif gestiscono il ristorante in tandem, una in cucina e una in sala, portando avanti una tradizione di famiglia fatta di amore per i cibi della loro terra di origine e per il loro ristorante. In pausa pranzo, fateci un salto. Ma non chiedete di svelarvi le loro ricette: non lo faranno mai!

La schiscetta di Settembre

Settembre è arrivato e con esso l’inizio dell’anno lavorativo. Si sà che durante le vacanze, va in ferie anche la dieta! Aperitivi in spiaggia o in montagna che fanno spesso da cornice a ricche grigliate con gli amici e cene a più portate. Ad interferire con le nostre abitudini alimentari, tuttavia, vi sono anche i ritmi di vita completamente differenti da quelli cui il nostro organismo è abituato.

Ritornati alla propria routine quotidiana è importante ricominciare a seguire una giusta alimentazione senza troppe restrizioni.

La nostra schiscetta di Settembre è dedicata ai ricordi estivi, gamberi al bacon che uniscono due sapori molto diversi come sono diversi mare e montagna, insieme creano una combinazione unica soprattutto se si associano ad una salsina di fragole e insalata di carciofi crudi e scaglie di grana.

Gamberi al bacon

Ingredienti:

10 gamberi

10 fette sottili di bacon

semi di papavero

Procedimento:

Per preparare i gamberi al bacon iniziate a pulire i gamberoni, come descritto qui: come pulire i gamberi. Lasciate attaccato alla coda l’ultimo anello del carapace. Prendete un gamberone ed una fettina di bacon ed avvolgete il bacon tutt’intorno al gamberone, lasciando libera solo la cosa.

Preriscaldare il forno a 180°-190° forno statico e infornate per 10 min. Attenzione a non far seccare il bacon.

Cospargete con un po’ di semi di papavero

Salsa di fragole

Ingredienti:

200 g di Fragole

Succo di un Limone

20 g di Zucchero a velo

Procedimento:

Mettete le fragole lavate e tamponate con lo zucchero a velo e qualche goccia di succo di limone nel bicchiere del frullatore, azionatelo e frullate sino ad avere una salsa liscia.

Insalata di Carciofi

Ingredienti:

Carciofi

1 Limone

Scaglie di Grana Padano

30 g di succo di limone

Pepe q.b

Sale q.b.

Olio EVO

Procedimento:

Riempite una ciotola con acqua e spremete all’interno il succo di 1 limone. Eliminate parte del gambo dei carciofi lasciandone un paio di centimetri. Sfogliateli per eliminare le foglie esterne più coriacee, con un coltello tagliate via la punta e la parte più esterna del gambo. Arrivati al cuore del carciofo, dividetelo in due parti uguali, con l’aiuto di uno spelucchino estraete la barba, affettate sottilmente i carciofi e metteteli nell’acqua acidula.

Terminato il procedimento emulsionate l’olio con i succo di limone, il pepe e il sale.

Scolate i carciofini, versate la citronette, disponeteli nella schiscetta e mettete le scaglie di Grana precedentemente affettate.

Vi è piaciuta questa ricetta?

E ora… diteci la vostra!

Attendiamo le vostre recensioni su questa schiscetta di Luglio e le foto dei vostri risultati su Coworking Lab Milano

La schiscetta di Luglio

Succede spesso che anche chi ama nutrirsi in modo consapevole e controllato abbia difficoltà a mantenere questi salutari propositi per pranzo se lavora fuori casa. In estate è più semplice perchè solitamente la voglia di mangiare piatti sostanziosi passa con il caldo, in questa stagione in cui i piatti freddi e le insalate di tutti i tipi la fanno da padrone abbiamo pensato ad un’ottima alternativa senza rinunciare al gusto.

Per la schiscetta di Luglio vi proponiamo un piatto di pesce facile e veloce da realizzare, calamari e gamberi gratinati al forno con contorno di patate saltate in padella.

I calamari e i gamberi si prestano a molte preparazioni, quelli gratinati al forno sono ricchi di sapore, quello del mare, ricchi in termini nutrizionali grazie alla grande fonte di proteine, minerali e vitamine e con pochissime calorie e grassi. Risultano dunque perfetti per tutti!

Calamari e gamberi gratinati al forno

Ingredienti:

500 g Calamari

500 g Gamberi

200 g pangrattato grossolano

1 Limone

100 g Prezzemolo

q.b. Olio extravergine d’oliva

q.b. sale fino

Procedimento:

Lava il calamaro sotto l’acqua corrente, quindi tira via la testa dal corpo con delicatezza (tienila da parte) e sfila la penna di cartilagine trasparente all’interno insieme alle interiora, sciacqua bene sotto l’acqua, incidi con un coltellino la carne in modo da creare un piccolo lembo da quale tirare via la pelle, in modo da scoprire la carne bianca. Riprendi la testa, taglia via i tentacoli ed estrai occhi e dente centrale, semplicemente tagliandoli con le forbici. Sciacqua di nuovo e asciuga bene tamponando tutte le parti.

Ora sistemati su un tagliere e taglia via le ali del mantello facendole a striscioline, taglia anche i tentacolini e infine il corpo, affettandolo ricavandone gli anelli. 

Lava i gamberi sotto acqua corrente, poi stacca la testa e le zampette ed elimina il carapace.

Ora togli l’intestino interno: incidi il dorso del gambero con un coltellino ed eliminalo aiutandoti con uno stecchino solleva e sfila delicatamente cercando di non romperlo.

Scalda il forno a 190°

Metti il pesce dentro una scodella capiente e condisci con il sale e un filo di olio extra vergine, mescola e aggiungi il succo del limone e se vuoi qualche zest. Lascia riposare e nel mentre trita il prezzemolo, dopodichè uniscilo nella scodella insieme al pangrattato e amalgama tutto, fino ad impanare per bene ogni anello, parte di calamaro e gambero.

Fodera una leccarda con della carta forno, ungila con un filo d’olio e disponi sopra tutti gli anelli e i gamberi con l’aggiunta di un’altra spolverata di pangrattato.

Inforna a 190° per 20 minuti e per una doratura maggiore 10 minuti di grill.

Un consiglio… se vuoi tagliare tutti i tempi usa prodotti congelati di qualità che dovrai scongelare prima di impanare.

Patate saltate in padella con rosmarino

Ingredienti:

400 g di patate piccole

q.b. Olio extravergine d’oliva

q.b. sale fino

1 rametto di rosmarino

Procedimento:

Sbuccia le patate, lavale bene sotto l’acqua corrente e tagliale a spicchi

Riempi una ciotola di acqua fredda e mettile in ammollo per 30 minuti, in questo modo perderanno tutto l’amido e saranno più croccanti

Trascorsi i 30 minuti, scola le patate e tamponale con un foglio di carta assorbente

Versa l’olio extravergine di oliva in una padella antiaderente e disponi le patate in un unico strato senza sovrapporle tra di loro. Tutte le patate devono stare a contatto diretto con il fondo della padella

Dopo qualche minuto metti i rametti di rosmarino, attenzione a non far attaccare le patate alla padella,

Quando sono ben dorate sala le patate, ora sono pronte da gustare!

E ora… diteci la vostra!

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Se ti sei perso la nostra “schiscetta di Giugno” clicca qui.

I posti del cuore – Trattoria Bertamè

La Trattoria Bertamè apre nel 2016 ma il nome Bertamè opera in zona Città Studi sin dal 1981 quando Roberto Bertamè apre un’officina di auto e moto dedicata ad una clientela di quartiere.

Lorenzo Bertamè dopo gli studi di ingegneria rileva l’attività del padre sognando prima e realizzando poi un business inedito ma vincente.

L’obiettivo è mantenere la tradizione artigianale di famiglia innovando strumenti e metodi ampliando il core business iniziale. Nasce così il concept store Bemore spazio multi-funzionale, dove si organizzano aperitivi, corsi di cucina, rappresentazioni dal vivo ed eventi, promossi da Bemore o allestiti per privati o aziende che vogliono dare un volto nuovo ad una serata ricreativa. Fra moto d’epoca, artigianato e riciclo creativo, accessori e abbigliamento ispirati al mondo dei motori, per un’esperienza unica nel suo genere.

Nel 2016 apre la trattoria, un luogo dove si torna per fare quattro chiacchiere fra amici di quartiere o fra appassionati di motori, un luogo allegro e colorato privo di fronzoli ma curato nei minimi dettagli. Negli anni la crescita è stata straordinaria grazie anche alla volontà, determinazione e passione per il lavoro che ha sempre contraddistinto la famiglia.

I piatti sono innovativi e stupiscono sia a livello visivo che di gusto. Pane, pasta e l’ampio bouquet di dolci è fatto in casa, le materie prime sono di ottima qualità, il personale è gentile e preparato..nulla è lasciato al caso, nulla è mai banale.

Un luogo che fa parte dei nostri posti del cuore…assolutamente da provare.

I Brevissimi

Lo sapevi che in Coworking Lab c’è una biblioteca? Si trova al secondo piano ed è ricca di libri di ogni genere! 

Inoltre ogni mese troverai nuovi libri da scoprire. Abbiamo sposato la filosofia del Book Sharing, quindi ogni coworker è libero di prendere in prestito un romanzo o regalarne uno alla community.

In quest’ottica abbiamo deciso di acquistare e inserire a scaffale nuovi libri sotto le 100 pagine che verranno presentati nella rubrica “I BREVISSIMI”. 

Testi brevi per chi ha poco tempo per la lettura o per chi desidera una tregua dalle incombenze del quotidiano ma non vuole perdere l’appuntamento con un buon libro anche in pausa pranzo.

Qui sotto troverete alcuni dei titoli che inseriremo a breve.

IL VELO SOLLEVATO

Avendo previsto che la propria morte avverrà il 20 settembre 1850, Latimer utilizza il poco tempo che gli rimane a disposizione per raccontare al lettore la propria bizzarra esistenza di uomo capace di prevedere sprazzi di futuro e leggere nella mente di chi gli sta vicino. Bimbo sensibile e orfano di madre, il narratore protagonista passa la propria infanzia in Inghilterra insieme al padre, il quale decide di mandarlo a Ginevra per avvicinarlo allo studio scientifico e correggere la grande sensibilità che lo contraddistingue. In Svizzera, Latimer si imbatte in due personaggi fondamentali per la propria vita: Charles Meunier, giovane e visionario studente di medicina, suo unico amico, e Bertha Grant, donna splendida e misteriosa, di cui Latimer immediatamente si innamora. Attraverso un viaggio che lo porta a Vienna e Praga, Latimer ritorna in Inghilterra. Qui, nonostante i suoi poteri di preveggenza e introspezione, la vita prenderà una direzione insperata e imprevista, che vedrà oscillare Latimer tra amore e solitudine, costringendolo a sollevare il velo che divide la realtà dalla verità.

George Eliot – 100 p.

CASA DI BAMBOLA

Per curare il marito, Nora in passato si è indebitata con un certo Krogstad. Per anni ha lavorato per pagare il debito, senza riuscire a liberarsene. Krogstad, che lavora nella banca di cui il marito di Nora è direttore, ricatta la donna perché gli ottenga una promozione. Quando il marito, che per altri motivi lo vorrebbe licenziare, viene a sapere tutto, si preoccupa solo della sua reputazione e rimprovera aspramente la moglie. La meschinità dell’uomo porta Nora a decidere di allontanarsi, per riflettere da sola su se stessa.

Henrik Ibsen – 93 p.

XINGU

Nel quadro dei ricevimenti organizzati dal loro esclusivissimo “club”, alcune signore della migliore società americana hanno invitato il romanziere Osric Dane, quello, cioè, che bisogna assolutamente aver letto. Preziose e ridicole, queste signore circondano il romanziere con le loro attenzioni e con i loro commenti insipidi, tanto che lo scrittore non si perita di punzecchiarle. Ma, in maniera del tutto inaspettata, ecco che una di esse rovescia la situazione e mette a mal partito il celebre romanziere domandandogli cosa pensa di Xingu. Chi è dunque questo Xingu che tutti sembrano conoscere?

Edith Wharton – 61 p.

SCATOLA NERA

“Scatola nera” è una spy story nata per essere pubblicata su Twitter, ossia scandita in porzioni di testo non più lunghe di 140 caratteri. In un futuro non troppo lontano, la lotta al terrorismo ha cambiato volto: a difendere gli Stati Uniti non sono più corpi speciali di agenti segreti, ma comuni cittadini che si offrono volontari per singole missioni. E così l’eroina del racconto (che i lettori di Jennifer Egan riconosceranno come uno dei personaggi di “Il tempo è un bastardo” si ritrova a infiltrarsi nell’harem di un misterioso miliardario dedito al crimine internazionale, per sottrargli dei dati di enorme importanza; riuscirà a uscire viva dall’incantevole isola del Mediterraneo in cui si svolge l’operazione?

Jennifer Egan – 69 p.

LA PIETRA FILOSOFALE OVVERO SYLVESTER E ROSINE

L’unica vera pietra filosofale è l’amore puro. Amore e potere sono inconciliabili. Elegante metafora sul falso scopo nella vita, questa fiaba di Wieland, già edita per Nuovi Equilibri, tutta settecentesca, incanta ancora per la raffinata alchimia di cui sapeva essere capace uno scrittore di quel secolo.

Christoph M. Wieland – 79 p.

Makeover – calendari da scrivania

Il calendario è uno strumento antico quanto il mondo! Oggi abbiamo a disposizione una vasta scelta di articoli tecnologici e non, oggetti e strumenti che possono soddisfare qualsiasi esigenza. Tra questi vi è uno in particolare che non rischia di diventare obsoleto: il calendario. Appeso alle pareti di case e uffici o da tavolo, sotto forma di app, tecnologico o cartaceo, cosa sarebbe la nostra routine senza calendario?

Un vero caos!

Nella rubrica makeover – calendari da scrivania vogliamo proporvi qualche idea per “incasellare lo scorrere dei giorni”

CALENDARIO PERPETUO DANESE TIMOR

Calendario Timor nella versione italiana realizzato in ABS e PVC. Vera e propria icona del design e punta di diamante del catalogo Danese Milano, Timor è un calendario perpetuo che grazie alle fascette in PVC apribili a ventaglio ti permetterà di scegliere le palette che identificano il mese, giorno e numero della settimana. Molto elegante e compatto, il calendario Timor è il classico esempio di flessibilità, usabilità e trasformabilità. Disegnato da Enzo Mari nel 1967 per Danese Milano. 

Danese Timor

CALENDARIO DATOR 60

La realizzazione di Dator 60 nasce dalla volontà di dare qualcosa in più alla lettura del tempo, delle ore e dei minuti, permettendo di visualizzare con un unico sguardo anche il giorno della settimana e la data. Dator 60 quindi è un orologio e calendario perpetuo, infatti segnala automaticamente il 29 febbraio e gli anni bisestili. Inoltre Dator 60 è stato progettato per garantire la migliore visibilità anche a distanza, con luce bassa o senza un’illuminazione diretta, le lettere serigrafate in bianco su nero e la loro particolare dimensione permettono un elevato livello di leggibilità in ogni spazio. Dator 60 è disponibile in due modelli orizzontale e verticale, entrambi disponibili nella finitura bianca o nera.

Calendario Dator 60

CALENDAR KEY NENDO

Key Calendar è progettato dal collettivo giapponese Nendo e si vede! É un parallelepipedo con molti buchi a forma di serratura nei quali si infilano tre chiavi ad indicare il giorno della settimana, il numero del giorno e il mese dell’anno. Questo progetto pulito ed essenziale esprime così la sensazione di aprire ogni giorno una nuova porta, quindi nuove possibilità

Key Calendar

CALENDARIO PERPETUO VINTAGE

Calendario Perpetuo BC006. Progettato per il calcolo di 50 anni dal 2014 al 2053. Si tratta quindi di un calcolatore tascabile. Il suo funzionamento è molto semplice basta ruotare e far coincidere i dati da inserire, ovvero si seleziona l’anno che interessa, si collega al mese e in questo modo si trova il giorno della settimana.

Calendario Perpetuo BC006

CALENDARIO PERPETUO BLOCK DESIGN

Ispirato al design grafico retrò, il calendario perpetuo in acciaio autoportante di Block Design viene fornito con magneti a contrasto per evidenziare il giorno e la data a colori. Progettato per tracciare il giorno e la data in modo minimale, un modo semplice per organizzare la scrivania e la mente.

Calendario Block Design

CALENDARIO ELEGANCE THUN

Calendario in legno e ceramica THUN decorato a mano. Ruotando i cubi in legno potrai cambiare ogni giorno la data.

Calendario Elegance THUN

CALENDARIO MOMA CUBES

L’originale Calendario perpetuo da scrivania MoMa Calendar Cubes è un accessorio dal design minimalista e raffinato. Ruotando manualmente i quattro cubi appoggiati sulla base, il calendario cambia configurazione giorno dopo giorno. Il calendario perpetuo di Design può essere appoggiato sulla scrivania del proprio ufficio, su una mensola all’ingresso di casa o sulla console in soggiorno. Il calendario Perpetuo da scrivania è stato progettato per il museo MoMa ed è una vera e propria icona del Design minimalista.

MoMa Calendar Cubes

ONE CALENDAR JEONG YONG

One Calendar è un calendario da tavolo (ma non solo) formato da tre anelli magnetici, ciascuno di diversa dimensione: quello più grande indica i giorni, quello intermedio i mesi e il più piccolo invece i giorni della settimana. Le informazioni nella loro intersezione determinano la data del giorno. One Calendar è una sorta di scultura da tavolo che può assumere un paio di composizioni diverse. Purtroppo non è stato prodotto, per questo l’ho inserito solo come menzione finale.

One Calendar Jong Yong

MOMA CALENDARIO PERPETUO GIDEON DAGAN

L’originale Calendario perpetuo da scrivania MoMa Calendar è un accessorio dal design innovativo. Spostando manualmente le due sfere magnetiche in dotazione, il calendario cambia configurazione giorno dopo giorno, scandendo il trascorrere del tempo in modo originale e divertente. Il calendario perpetuo di Design può essere appoggiato sulla scrivania del proprio ufficio, su una mensola o attaccato alla parete. La sfera rossa è legata ad un sottile filo nero ed è attratta magneticamente dall’ampio cerchio su cui sono segnati i mesi dell’anno; in tal modo la sfera resta sospesa “magicamente” a mezz’aria. Il calendario Perpetuo da scrivania è stato progettato per il museo MoMa nel 1998 e tutt’ora, a distanza di oltre 20 anni, conserva il fascino immutato di una vera e propria icona del Design.

Moma Calendar Gideon Dagan

Questa è la nostra selezione di calendari da scrivania ma ora attendiamo le tue idee e i tuoi suggerimenti per ispirarci e per riempire le nostre giornate lavorative e l’ambiente in cui passiamo gran parte del nostro tempo di bellezza e innovazione.

La schiscetta di Giugno

Che siate in smart working o già ritornati attivissimi alla vostra postazione, c’è sempre bisogno di idee per il pranzo in ufficio (o casa ufficio che dir si voglia). La pausa pranzo è un momento molto importante della giornata, permette di svagarsi un po’ dagli impegni lavorativi, è il momento giusto per riposarsi, ricaricarsi e recuperare un po’ di energia. Per la schiscetta di Giugno abbiamo voluto osare un po’ dedicandola a chi ama pasti abbondanti e saporiti.


Abbiamo pensato di cucinare come portata principale i fagottini ripieni, un secondo di carne morbido e saporito. E’ possibile farli con diversi ripieni, in questa ricetta abbiamo ideato una variante delle molteplici che si possono realizzare, utilizzando ingredienti di prima qualità e dal profumo partenopeo.
Inoltre è un piatto estremamente pratico, poiché si può preparare con largo anticipo e cucinare al mattino in padella in pochi minuti, così da ottimizzare i tempi.

Fagottini ripieni

Ingredienti:

Macinato di manzo 300 g
Macinato di maiale 200 g
Sale q.b.
Pepe q.b.
Parmigiano Reggiano DOP 50 g
Friarielli
Peperoncino
Aglio 1 spicchio
Prezzemolo q.b.
Scamorza 100 g
Olio q.b.

Procedimento:

Prepariamo i friarielli facendo soffriggere in una padella 1 spicchio di aglio con il peperoncino a questo punto uniamo i friarielli mondati e lavati, chiudiamo con coperchio lasciamo cuocere a fiamma moderata.

Verso la fine della cottura aggiungiamo un po’ di acqua se occorre, finiamo la cottura senza coperchio saliamo e facciamo asciugare bene, non devono risultare con troppo liquido.

In una ciotola unite i due tipi di carne, il Parmigiano, il pangrattato, il prezzemolo tritato e condite con sale e pepe nero.

Formate delle polpette da circa 80 g l’una. Con l’aiuto di carta forno stendete ogni polpetta e farcite con una fetta di scamorza e un cucchiaio di friarielli.

Arrotolate cercando di chiudere il ripieno premendo verso l’interno con carta forno che aiuterà a non far appiccicare la carne alle mani.

Una volta ottenuti dei cilindretti premete con le dita per sigillare i lati esterni: in questo modo otterremo dei mini polpettoni. Procedete con la cottura in padella oppure se preferite in forno.

Taccole con pomodorini

Ingredienti:

500 g di taccole
250 g di pomodorini
Aglio o scalogno
Sale q.b.

Procedimento:

Lavate le taccole. Con un coltello eliminate le due estremità.

Cuocetele in abbondante acqua salata bollente per circa 10-15 minuti.

Pulite intanto i pomodorini e tagliateli a metà.

Rosolate in padella l’aglio o lo scalogno con l’olio ed aggiungete quindi i pomodorini ed un po’ di sale. Cuoceteli per 5 minuti.

Scolate le taccole ed unitele ai pomodorini.

Mescolate e cuocete per circa 5 minuti, quindi regolate di sale.

E ora… diteci la vostra!

Attendiamo le vostre recensioni su questa Schiscetta di Giugno e le foto dei vostri risultati su Coworking Lab Milano

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I posti del cuore – Farinascere

A meno di 10 minuti a piedi da Coworking Lab, ecco la pizzeria che non vi aspettate. All’apparenza sobria e spartana, Farinascere invece vi accoglie con il calore dei suoi proprietari, che in quanto originari della Sardegna, non possono fare a meno di irretirvi con la loro simpatia, mettendo in campo tutta la proverbiale ospitalità dell’isola.

L’apertura della pizzeria Farinascere è stata soprattutto una sfida. Una sfida in tutti i sensi. A partire dalla location nel bel mezzo del quartiere Lambrate, che i due futuri proprietari individuano in una vecchia autorimessa dalle notevoli potenzialità. Il prezzo accessibile e la posizione in uno dei quartiere oggetto di una solida riqualificazione urbana appare subito come l’opportunità di realizzare il sogno di una vita: diventare ristoratori, gestendo in toto la propria pizzeria.

Simone e Nicholas, amici fin da bambini, hanno infatti un lavoro a tempo indeterminato, ma sognano in grande. E nonostante tutti li sconsiglino di abbandonare un posto di lavoro sicuro, loro vogliono di più. In effetti è un po’ che ci pensano. Simone viene da una famiglia di ristoratori e lavora come pizzaiolo da quasi 15 anni, Nicholas opera invece nel campo del marketing digitale. “Insieme saremmo una forza!”, pensano.

E così, nel maggio 2018, ecco che apre la pizzeria Farinascere, con i due amici impegnati in prima persona nella gestione e nello sviluppo dell’azienda. Certo, all’inizio le difficoltà sembrano insormontabili. L’avviamento, prima, e la pandemia, subito dopo, mettono a dura prova i due neo-imprenditori, che però non si danno per vinti e superano il periodo difficile. Come? Puntando tutto sulla qualità!

Simone è un pizzaiolo di lungo corso e la sua pizza può contare su un tasso di idratazione che oscilla dal 70 al 75%, un fatto, questo, che gli consente di sfornare pizze dalla pasta leggerissima, asciutta e vaporosa allo stesso tempo. Ma cosa sarebbe la pizza senza il condimento?

I due si svegliano molto presto tutte le mattine, per andare a comprare i migliori alimenti freschi con cui farcire le loro pizze. Già, pensate, nel loro locale non vi sono freezer! La loro politica è quella di utilizzare solo verdure ed alimenti di stagione, contribuendo in questo modo a diffondere una sana cultura gastronomica basata sulla stagionalità.

Nel loro menu non mancano ovviamente le pizze della tradizione, dalla Margherita alla Capricciosa, ma i loro punti di forza sono ciò che loro stessi chiamano “Pizze della Rivoluzione”, quelle in cui danno il meglio di sé. Qualità, creatività e abbinamenti, appunto, rivoluzionari vi permetteranno di sconfinare in gusti mai provati prima, scoprendo l’inebriante sapore di una pizza realizzata con gli ingredienti tipici della Pasta alla Carbonara romana o facendo un salto a Tropea, perdendovi nel carattere deciso ma soave di una piazza a base di cipolle rosse e bottarga di tonno.

Pizze fritte, calzoni e panini completano un’offerta già di per sé completa, che vi accompagnerà sino al momento del dolce, quando i due proprietari vi inviteranno a scegliere fra una pastiera napoletana, un cheesecake o dei succulenti cannoli siciliani. Questa meraviglia è a due passi da Coworking Lab: non è un’ottima idea per prendervi un break, fra una video call e una email?

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